Gli anni di Annie Ernaux

Una donna, una vita sotto il microscopio.
Non aspettatevi un romanzo e nemmeno un saggio. E' il succedersi degli anni di una donna, delle sue foto, dei suoi ricordi, di quello che capita a lei, alla sua comunità, alla Francia, al mondo. Annie Ernaux parla di sè, della sua vita, con la terza personale singolare, o con la prima persona plurale. Non c'è un io, c'è un lei e un noi. Racconta di tante Annie Ernaux, di tutte quelle che sono vissute per arrivare a quella che è adesso. Un racconto completamente privato, in quanto è la sua memoria, che dialoga continuamente con gli eventi pubblici, un affastellarsi di memoria privata e collettiva, la storia di una comunità, di una nazione, di un mondo attraverso gli occhi e la vita di una persona.
Non è un libro a cui siamo abituati, e mi rendo conto che lo definisco per negazione, per quello che non è: non è autobiografia perchè sono importanti i ricordi e i ricordi di una persona non sono tanto e solo le azioni ma anche quello che gli succede intorno, indipendentemente da lei. Non è storia, non c'è nessuna pretesa di oggettività o esaustività, lo sguardo è soggettivo, la memoria può avere buchi e ingannarsi e quanto viene ricordato è riportato a livello di sensazione provata, di importanza relativa, non è una descrizione fattuale. Non è romanzo, per quanto la memoria possa far brutti scherzi.

Un tempo di una natura sconosciuta s'impadronisce della sua coscienza e del suo corpo, un tempo nel quale il passato e il presente si sovrappongono senza confondersi, dove le sembra di raggiungere fuggevolmente tutte le forme dell'essere che è stata. Le è già capitato di vivere questa sensazione e ora la esperisce in maniera più estesa e rallentata. Le ha dato un nome, l'ha chiamata "sensazione palinsesto", anche se, a fare affidamento sulla definizionde del dizionario, "manoscritto raschiato per poterci riscrivere sopra", palinsesto forse non è il termine più adatto. Vi ci vede un possibile strumento di conoscenza, non soltanto per se stessa, ma più in generale, quasi scientifica - di cosa non saprebbe dirlo.

L'ordine è strettamente cronologico: si parte dalla fine della seconda guerra mondiale, Annie Ernaux è una bambina piccola, e si arriva a pochi anni fa, Annie è nonna. In mezzo tutta la sua vita, la vita di gran parte di noi. Il libro, per la sua forma e per i contenuti, è tutto interessante: si può leggere la storia della Francia, per molti aspetti così simile a quella italiana. Si può ripercorrere questi lungi decenni e rendersi conto di qual è la nostra di memoria, di come noi stessi ci siamo rapportati con i nostri tempi e luoghi. La parte che preferisco è la prima, di Annie bambina e adolescente e ragazza, forse perchè è la parte più lontana per lei, forse perchè è la parte che manca alla mia di memoria. Come ogni buon libro, questo fa aprire gli occhi. E fissa alcune memorie che altrimenti svaniranno, per sempre, come noi.

Un libro non consigliato agli estimatori del progresso e ai sostenitori del miglior mondo possibile.
Era una dittatura dolce e felice contro la quale non insorgevamo, bisognava soltanto proteggersi dai suoi eccessi, educare il consumatore, prima definizione dell'individuo. Per tutti, compresi gli immigrati clandestini stipati su un barcone in direzione della costa spagnola, la libertà aveva le fattezze di un centro commerciale, di ipermercati pronti a implodere sotto il peso dell'abbondanza. Nessuno si scandalizzava del fatto che i prodotti arrivassero dal mondo intero e circolassero liberamente mentre gli uomini erano respinti alle frontiere. Per attraversarle alcuni si chiudevano nei container, si facevano merce, inerte, morivano asfissiati, dimenticati dal camionista in un parcheggio di Douvres sotto il sole di giugno.


Visto che fra le memorie che vorrebbe salvare c'è anche il sole accecante sui muri di San Michele visto dall'ombra delle Fondamente Nuove , mi auguro che torni a Venezia a parlare dei suoi libri.


Annie Ernaux
Gli anni
traduzione Lorenzo Flabbi
© L'Orma editore
pp266 €16,00
titolo originale Les années

della stessa autrice Il posto

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