IL PAZZO DELLO ZAR di Jaan Kross

Il pazzo dello zar prima di diventare pazzo era amico dello zar. Un nobile che aveva combattuto con valore, anche contro Napoleone. Ma aveva strane idee. Come moglie sceglie una giovane contadina, si asscura che possa istruirsi per cinque anni e finiti gli studi la sposa, portando con sé anche il fratello di lei. Questo crea scandalo e riprovazione, ma fin qui si tratta di questioni private, esecrabili ma private. Il dramma inizia quando la sua onestà intellettuale lo spinge a mandare una lunga lettera allo zar. Da questo punto diventa pazzo, definito così per poterlo incarcerare prima e poi messo a una specie di arresti domiciliari. 
Lo scrittore ci fa raccontare la storia di questo pazzo dal fratello della moglie ed è un espediente geniale: il narratore sa molto perché è vicino al protagonista, è curioso e in più, come la sorella, viene da un ceto basso quindi ha occhi nuovi per raccontare quel mondo. Sa molto ma non sa tutto e questo è importante poiché la pazzia o la ragione sono visti dall'esterno. 
Perché leggere questa storia, basata su fatti realmente accaduti, che parlano di nobili e zar? Oltre al fatto che è scritta tremendamente bene, penso sia molto istruttivo per la mia attualità essere catapultato in un'epoca dove il nonno di mio nonno poteva già essere nato e con ogni probabilità, nascendo da quelle parti, sarebbe stato un contadino, di proprietà del nobile del luogo, senza diritti. Fa sempre piacere vedere la strada che è stata fatta, spesso e volentieri grazie a certi pazzi. Di che pazzi abbiamo bisogno oggi?

Il pazzo dello zar
di Jaan Kross
traduzione di Arnaldo Alberti
pagine 433, 19 €
Iperborea 

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